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Donne Lucchesi: Ilaria Del Carretto Guinigi

Fra le grandi donne lucchesi, Ilaria Del Carretto sposa Guinigi, è una delle più conosciute, non tanto per la sua vita, quanto per la sua celebrazione da defunta. La sua è la storia di una donna, moglie e madre, celebrata con l’imponente opera d’arte del suo monumento funerario.

Molti grandi scrittori quali, Gabriele D’Annunzio e Salvatore Quasimodo per citarne alcuni, come tanti visitatori e gente “comune”, hanno subìto il fascino del sarcofago di marmo scolpito da Jacopo della Quercia che ritrae Ilaria Del Carretto Guinigi nel duomo di san Martino a Lucca. 

Io l’ho conosciuta da cittadina lucchese, visitando il duomo della mia città, ed oggi voglio raccontarvi la sua storia, la storia di una donna.

Le fonti ufficiali poco o nulla raccontano della sua vita a Lucca, Signora alla corte di Paolo Guinigi ed ancor meno sappiamo di lei presso il padre Carlo, Marchese di Savona e Signore di Finale. Forse non la sua figura storica, ma il suo simulacro marmoreo abita nella fantasia di ogni donna e ogni uomo che l’ammira. Qualcuno lo guarderà con l’occhio dell’arte, ammirando la splendida scultura, qualcuno con gli occhi dell’amore di uno sposo addolorato, che celebra la sua amata, ma in fondo Ilaria era solo una giovane donna.

Era un destino femminile quello di essere ricordate nelle Cronache pubbliche solamente per i punti di tangenza col potere: così Ilaria è citata nei documenti quando sposa Paolo Guinigi, quando partorisce i due figli, dando alla casata il tanto atteso erede maschio. La “Cronica” di Giovanni Sercambi ricalca questo modello di storiografia pubblica e maschile, dove la donna è soltanto compagna-fattrice per la cui morte ci si deve fatalisticamente appellare alla volontà del Buon Dio.

Ilaria Del Carretto nacque in terra ligure nel 1379 figlia di Carlo del Carretto. La famiglia affondava le sue radici nel leggendario nome di Aleramo, vissuto intorno al 934, la cui fedeltà all’imperatore caratterizzò le alleanze di tutti i suoi discendenti, lui che amò Alasia, figlia dell’imperatore Ottone I.

Carlo del Carretto come tutta la sua famiglia, fu un fiero nemico della Repubblica di Genova, che cercava di impossessarsi della Liguria occidentale. A differenza del padre Carlo, Paolo Guinigi, il futuro sposo di Ilaria, non era di indole guerriera ma preferiva la diplomazia, da vero signore “illuminato” che pur amando e difendendo l’autonomia della propria città, non dimenticò le sue più intime necessità. Come la cultura. Fu un famoso collezionista di manoscritti e di gioielli preziosi il cui acquisto in gran misura coincide con il breve matrimonio con Ilaria del Carretto. Forse erano doni per la bella e giovane sposa?. Voglio guardare al lato romantico della storia.

Da più di cento anni Lucca aveva rapporti d’affari con Savona soprattutto per il commercio delle stoffe pregiate e le sete tessute dai mille telai lucchesi. All’inizio del 1400 era una città in gravissime condizioni: quasi spopolata per la morìa della recente peste e per la fuga di molti cittadini che volevano scampare al terribile morbo. Fuoriusciti politici aiutati da Firenze volevano riprendere il potere a Lucca: forte di questo timore il 14 ottobre del 1400 Paolo Guinigi si presentò armato a cavallo in piazza san Michele per essere acclamato Capitano con pieni poteri. Morì imprigionato a Pavia, nel 1432, dopo congiure di palazzo all’età di 59 anni.

Il 26 gennaio 1403 Ilaria del Carretto con il suo seguito nuziale, si mise alla volta della Toscana e dopo otto giorni arrivò a Lucca. Il 2 febbraio 1403, il giorno della purificazione, fu accolta da Paolo Guinigi a ponte san Pietro, a quattro chilometri dalla città dall’arborato cerchio ( citazione per scomodare Dante Alighieri), con un lungo e sontuoso corteo. Il 3 febbraio del 1403 a Santo Romano si celebrarono le nozze tra Ilaria del Carretto, ventiquattro anni, e il Magnifico Signore di Lucca di circa trenta. Fu corte imbandita con vini, pollame, selvaggina recati in dono dalle famiglie nobili. E poi musica e cantori, buffoni e giullari.

Dopo tre giorni gli sposi partirono per un viaggio nei territori del contado, in Garfagnana, Versilia fino a Pietrasanta. Rientrarono a Lucca alla vigilia di Natale del 1403. Il 24 settembre del 1404, nove mesi dopo il suo rientro nella città di Lucca, Ilaria partorì il primo figlio, Ladislao, che ebbe il nome del suo padrino, il re di Napoli.

Alla fine del mese di novembre del 1405 nacque il secondo figlio, una bambina, Ilaria Minor ma sua madre, Ilaria Major, morì l’8 dicembre successivo forse per setticemia dovuta al parto. Ilaria Minor, causa incolpevole della morte della madre, pare scomparsa dalle cronache e dalle carte ufficiali. Ma, come compete al destino femminile, è menzionata soltanto nell’atto del suo matrimonio: andò sposa al fratello del Doge di Genova, non aveva ancora compiuto quindici anni mentre lo sposo era già vedovo.

Ilaria morì assistita dal medico delle corti, Ugolino da Montecatini che aveva appena scoperto il miracoloso effetto delle acque che lo resero famoso e con esse tentò di curare anche il mal di ventre che faceva urlare la povera puerpera.

Ilaria del Carretto è stata sepolta con il suo segreto: morte per infezione post parto o per peritonite non riconosciuta?

Eppure una macabra leggenda avvolse subito la sua morte: il marito l’avrebbe avvelenata.

Le altre mogli: Caterina Anteminelli, la prima, sposa decenne ma non moglie, ancora “puella”, morta forse di peste a pochi mesi dal contratto nuziale; la terza, dopo Ilaria, Piacentina da Camerino, diede a Paolo 5 figli in 9 anni e morì “essendo gravida ancora”; infine Jacopa da Fuligno, dopo aver partorito una femmina a cui si diede il nome della nonna paterna, Filippa, partorì un’altra femmina morta qualche ora dopo la nascita lasciando la madre gravemente inferma e portandola rapidamente alla morte.

Esclusa Caterina che restò eternamente vergine, tutte le altre tre mogli di Paolo Guinigi sono morte in seguito al parto, frutto di un seme funesto?.


Ma soltanto per Ilaria Paolo fece fare un sarcofago funebre commissionato al più famoso artista dell’epoca, Jacopo della Quercia che, per realizzarlo, interruppe nel Duomo di Ferrara la scultura della Madonna della Melagrana. La bellezza di Ilaria fece volare lo scalpello dello scultore che in due anni realizzò l’opera per poi ritornare a Maria, con animo rinvigorito dall’incanto della “bianca fiordaligi”.

L’opera è frutto dello straordinario incontro tra gusto tardo-gotico di ascendenza francese, che si manifesta nel panneggio a pieghe sottili e parallele, con il sorgente gusto rinascimentale di ascendenza fiorentina rivelato dal dolce modellato della figura e del volto. In origine l’opera era collocata nel transetto meridionale della cattedrale presso un altare patronale della famiglia Guinigi, ma nel 1430, alla caduta della Signoria Guinigi, il monumento venne spogliato di tutte quelle parti che rendevano possibile il riferimento al tiranno, quali la lastra con lo stemma, poi recuperata, e un’iscrizione commemorativa, andata perduta.

Attualmente il monumento funebre di Ilaria del Carretto è posizionato all’interno della sacrestia della Cattedrale di Lucca.

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Wedding e Territorio, La mia ricetta di esclusività per una Toscana da vivere .

Il mondo del Wedding Destination e del Wedding locale sono, a mio parere, legati fortemente. Per questo motivo, promuovere il nostro territorio ed il nostro patrimonio culturale ed enogastronomico, diventa fondamentale per offrire un’esperienza unica.

Partiamo dai dati: Con 2713 eventi e un fatturato totale stimato attorno ai 160.2 milioni, la Toscana si conferma regione leader in Italia per il segmento delwedding tourism, di cui detiene il 30.9% del mercato nazionale. Sono questi alcuni dei dati presentati dalla Regione ToscanaallaBIT di Milano, nell’evento che ha fatto il punto sul progetto Tuscany for Weddings, creato dall’Agenzia regionale Toscana Promozione Turistica egestito in partnership con la divisione dedicata ai matrimoni delDestination Florence Convention and Visitors Bureau.

Negli ultimi due anni, siamo passati da una promozione generalista e molto chiusa ad una settoriale e mirata, che cerca di entrare nel merito dei singoli campi d’azione, dei ruoli, delle specificità. Una promozione che valorizza le competenze e che costruisce puntualmente prodotti diversi, in grado di rispondere in modo efficace a quelle che sono le tante motivazioni di viaggio che muovono oggi il turismo ed il wedding tourism. 

Trovo che sia davvero un risultato straordinario, la possibilità di trovare sul territorio regionale le più elevate professionalità che possono accompagnare la costruzione di un evento complesso come un matrimonio: dalla realizzazione del vestito da sposa, che tutti sognano realizzato da un sarto italiano, agli allestimenti delle location, fino all’ospitalità. Si, perchè ho sempre creduto che il wedding destination sia anche un’esperienza turistica sul territorio, e la coppia con la sua famiglia, desideri un’esperienza a 360° sul territorio, con offerte personalizzate create su misura.

La Toscana è per molti la meta ideale dove coronare un sogno. Ma quella che è una semplice emozione, un’idea, ha bisogno di una rete strutturale di professionisti, strutture ricettive e partecipazione delle amministrazioni locali, ben organizzata e programmata. Ed è questa la parte che forse non si vede nelle immagini dei matrimoni che si celebrano in Toscana, ma è la parte di lavoro vero che noi professionisti del territorio facciamo.

Se ci basiamo sui numeri, possiamo comprendere quanto lavoro ci sia ancora da fare , e quanto sia importante che i professionisti che operano nel settore siano preparati e formati in modo completo. Nel 2018 il primato della Toscana nel segmento turistico e del wedding destination si èulteriormente consolidato. “Nel quadriennio 2014-2018 il fenomeno in Regione Toscana ha evidenziato tassi di crescita davvero significativi. Sia gli arrivi che le presenze hanno fatto registrare aumenti a doppia cifra, rispettivamente +42,2% e +34,8%, con un trend di crescita medio annuo pari al +9,2% e al +7,8%”. Incrementi così importanti e costanti, richiedono preparazione e promozione adeguata, offerte che possano dare soluzioni sempre più personalizzate ed esperenziali, caratterizzate da unicità ed esclusività. Eventi creati su misura, percorsi turistici ed enogastronomici personalizzati, ma anche percorsi standard per chi si avvicina alla Toscana per la prima volta.

Osserviamo i dati del wedding destination toscano: a guidare la classifica dei paesi di provenienza degli sposi che scelgono la Toscana come location dove dire sì: i sudditi di Sua Maestà, con il Regno Unito che oggi rappresenta il 31.4% del mercato toscano del wedding tourism. Seguono: Stati Uniti in crescita(23,0%), Germania (6.4%), Australia (5.6%), Olanda (4.2%), Irlanda (3.7%), Canada (3.5%), Norvegia (3.1%), Brasile (2.4%) e Russia (2.1%).

Trovo davvero interessante e degno di nota, come il fenomeno del wedding tourism si stia sempre più diffondendo sul territorio regionale. Numerose, infatti, le destinazioni toscane in ascesa, fra le quali spicca la nostra Lucca, che con le sue molte particolarità, assiste ad un crescente interesse turistico, non solo straniero d’oltreoceano, ma anche da parte delle altre regioni italiane, e dalle vicine Francia e Svizzera.

Sicuramente negli ultimi anni, il trend dei matrimoni esteri è molto cambiato. Fra i trend principali che si registarno in questo settore, l’incremento dei “riti simbolici” o “Blessing” (+4%) e dei Same Sex Wedding, cresciuti del +41.7% tra il 2017 e il 2018. Ma tra le nuove tendenze troviamo: le cerimonie in spiaggia, sempre più richieste; i Social Wedding, con gli sposi che usano i social network per coinvolgere sempre più amici ma anche per ispirarsi. Infine: le wedding week, con il matrimonio che non si limita più al ricevimento ma prosegue con festeggiamenti di più giorni come se si trattasse di un vero e proprio viaggio, in cui vengono organizzati diversi momenti conviviali per intrattenere gli ospiti, spesso con servizi di visite guidate alla scoperta delle bellezze del territorio.

A seguito di questi trend e del loro andamento positivo e crescente, ho realizzato un progetto di Pre-Wedding Travel esclusivo. Si tratta di un weekend lungo, pensato per tre o quattro coppie, che oltre a visitare il territorio potranno visitare anche alcune location in target con il loro progetto wedding (per conoscere il progetto potete scrivere a luccaweddingandtourism@gmail.com).

Un primo step nell’organizzazione dell’evento di wedding destination personalizzato che ho voluto creare per dare un servizio esclusivo ed unico, a tutti coloro che vorranno scegliere Lucca e la Toscana per il loro matrimonio. Essere un event e wedding planner in una piccola città come Lucca, ti lega a doppio filo con il tuo territorio, e la tua offerta, non può limitarsi alla location e alla squadra dei tuoi fornitori, diventa necessario offrire l’esperienza, e l’esperienza lega storia, cultura ed enogastronomia. Con grande piacere, trovo un numero sempre maggiore di professionisti che hanno la mia stessa visione, e questo ci permette di creare davvero un’offerta unica e di alto livello.

Non solo viaggio culturale o enogastronomico quindi, l’Italia, e la Toscana in testa, sono tra i principali marketplace del turismo generato dai matrimoni di coppie straniere ed è alta l’attenzione delle istituzioni e degli enti territoriali per questo fenomeno in continua crescita. Il mondo del wedding rappresenta, infatti, una straordinaria opportunità di sviluppo e di internazionalizzazione per tutto il territorio regionale “ed è̀ per questo che sostenere questo importante settore con apposite campagne di promozione, e attraverso eventi di presentazione sul territorio, diventa fondamentale per raccontare il nostro lavoro e la nostra terra.

Tania Pracchia Santini

Lucca Wedding and Tourism

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Matrimonio nel Bosco, ad ogni sposa la sua favola

Spesso il matrimonio è la realizzazione concreta del sogno di bambina di una donna. La gran parte delle spose sogna di sposarsi in un castello o sulla spiaggia dorata cullati dal rumore delle onde, ma esiste anche una location molto più suggestiva immersa nella natura e che ti porterà all’interno delle favole: il bosco. La favola, in questo caso, è quella di Cappuccetto Rosso, ed il bosco è la cornice nella quale si svolgerà questo emozionante matrimonio.

Come si realizza un esclusivo matrimonio nel bosco?

Una location d’eccellenza dove la natura con i suoi colori e i suoi profumi sa rendere magica l’atmosfera che i tuoi ospiti potranno respirare in ogni punto dove volgeranno il loro sguardo.

La natura crea la splendida architettura di una location a cielo aperto, fatta di sensazioni ed emozioni uniche.

Immagina una cerimonia immersa nella magica atmosfera della natura, dove i profumi ed i colori renderanno ancora più emozionante questo momento speciale con una cornice perfetta e indimenticabile del tuo Si.

Scegliere una struttura circondata dal verde vuol dire trasformare una fiaba in realtà e diventare protagonisti di una vera e propria favola nel giorno più importante della propria vita.

La Toscana, è un posto magico, oltre che per la sua notevole eredità artistica e culturale, è nota per il patrimonio naturale. La bellezza di un bosco toscano rappresenta lo sfondo ideale per un matrimonio unico e sofisticato. I territori toscani, offrono sorci di paesaggi naturali quasi incontaminati.

Perché scegliere un matrimonio nel bosco?

Il simbolismo di un matrimonio nel bosco è forte e significativo: le radici sono l’emblema della stabilità e i rami della crescita, due elementi fondamentali per ogni relazione duratura. Si rende adatto anche per cerimonie simboliche particolari, come alcuni riti del nord Europa, dove la simbologia della natura, rappresenta la nuova famiglia che si crea ed il legame fra gli sposi.

Gli sposi non avranno bisogno di cercare uno sfondo adatto per le foto, perché la natura offre da sé la più bella scenografia, sarà soltanto necessario affidarsi all’artista ce saprà cogliere l’unicità di questo tipo di matrimonio.

Il romantico scenario di una cerimonia nella natura: gli ornamenti

Chi opta per una simile cerimonia troverà perfette delle decorazioni delicate, dai colori non troppo vivaci per non oscurare quelli dei fiori.

Le candele, soprattutto di sera, donano all’ambiente un tocco di romanticismo in più, ma niente vieta che si scelga un allestimento colorato con note dorate, uno stile barocco che vada in netto contrasto con la semplicità del bosco.

Il paesaggio incantato del bosco, diventa una tela dove costruire l’allestimento desiderato.

Per il resto, è la natura stessa a ornare la struttura, garantendo uno spettacolo impossibile da riprodurre in qualunque contesto urbano.

A prestissimo!

Tania Pracchia

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Turismo esperienziale, i viaggi del “fare” e del “raccontare”

Il concetto di viaggio, cambia e si evolve nel tempo. Se nel 2018 si puntava molto sui viaggi esperienziali, i trend di viaggio del 2019 dicono che questo desiderio è destinato a crescere ulteriormente, e la domanda diventa sempre più diversificata, c’è sempre maggiore richiesta di personalizzazione ed esclusività, ed un paqese come il nostro deve necessariamente adeguarsi a questi cambiamenti.

Il turismo estero e quello italiano, fanno il salto di qualità: “fare” qualcosa non avrà lo stesso peso dell’“andare” in una determinata destinazione. “fare” un’esperienza utile e “raccontarla”, farla rivivere agli altri attraverso le nostre emozioni, i sapori, i profumi.
All’incirca due terzi dei viaggiatori chiede di fare esperienze particolari, autentiche e su misura.

Presteranno attenzione non solo a cosa mangiano, ma anche a dove mangiano. Non a caso sta crescendo, negli ultimi anni, l’interesse per le vacanze enogastronomiche, con percorsi costruiti su misura, che mettono al centro il viaggiatore.

Inoltre i viaggiatori faranno attenzione ai loro acquisti, non in riferimento al prezzo, ma in riferimento all’esperienza di vita che va oltre il soggiorno e la vacanza. E vorranno godersi momenti rilassanti, magari andando a vedere una partita del loro sport preferito, acquistare prodotti di eccellenza, e conoscerne l’intera filiera, visitare i luoghi ed assaporarli vivendo in prima persona manifestazioni e momenti di convivialità vera sul territorio.

Cercheranno, quindi, momenti che diano loro gioia, divertimento e coccole. Che consentano di alleggerire il peso di una vita sempre impegnata, caratterizzata da un crescente stress.

Molti, vogliono rilassarsi e divertirsi nella massima spensieratezza. A tal punto da sentirsi di nuovo bambini. Vivere quella sensazione di godere a pieno di un’esperienza di totale immersione nel viaggio.

I viaggi brevi nei week end

Fra i trend di viaggio per il 2019 non va affatto trascurato quello che vede oltre la metà dei viaggiatori globali orientati verso i viaggi nel week end.

Il 53% di un campione intervistato ha dichiarato che il prossimo anno intende fare più viaggi nei fine settimana.

Sarò dunque un 2019 che si preannuncia con viaggi fatti su misura. Che propongano itinerari e idee più mirate. E che riducano i giorni di permanenza.

La gente chiederà soggiorni più brevi. Ma comunque più intensi. Che permettano di vivere esperienze uniche. Su misura, per l’appunto. Un lasso di tempo più ristretto, ma caratterizzato da percorsi molto esclusivi.

I viaggiatori, in definitiva, chiedono che venga offerta loro un’esperienza sempre più personalizzata, qualcosa che sia solo loro, che diventi il loro personale racconto, la loro personale esperienza.

Al tempo stesso chiedono maggiori innovazioni nel settore dei trasporti. Desiderano avere più rotte aeree a disposizione. Con compagnie aeree che propongano viaggi a prezzi ragionevoli. Desiderano inoltre avere servizi di noleggio on-demand, condivisibili con altre persone.

Un nuovo modo di fare turismo

Secondo una ricerca condotta da Booking.com, il desiderio principale, è quello di avere una maggiore facilità di accesso, in tempo reale, al trasporto pubblico delle destinazioni prescelte. Possibilmente attraverso contatti diretti con la gente del posto.

I viaggi sono cioè destinati a diventare più brevi, più vari e più su misura, più gratificanti. È inoltre previsto un crescente desiderio di soggiornare in alloggi originali e straordinari.

Sebbene le persone intervistate rappresentino solo un’infinitesima parte dei potenziali viaggiatori del 2019, è bene che gli operatori del settore tengano bene a mente il quadro che emerge da questa ricerca condotta da Booking.

Il settore turistico si sta evolvendo in maniera sempre più rapida. E va sempre più verso viaggi fatti su misura. Che facciamo vivere esperienze uniche. Il viaggio deve diventare bpersonalizzato, ed essere espressione dei desideri del viaggiatore, deve essere Suo!.

Ma al tempo stesso rispettose dell’ambiente e della destinazione della vacanza. Chi non ne terrà conto, chi sottovaluterà le richieste provenienti dalle nuove generazioni, è destinato e restare tagliato fuori.

Gli italiani e la vacanza enogastronomica: un interesse in forte crescita

Il turismo enogastronomico piace tantissimo, anzi, è diventato un vero e proprio trend trasversale per tutte le fasce di età.

Un italiano su tre ha svolto almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni.

Già si era toccato il 21%, come rilevato dal Food Travel Monitor 2016, ma nel 2018 i turisti enogastronomici sono saliti al 30%.

Un dato che dichiara il nuovo ruolo dell’enogastronomia, che da elemento “accessorio” si è trasformata in una componente in grado di influenzare le scelte di viaggio.

Un primo studio sul turismo enogastronomico italiano

È una delle principali evidenze che emergono dal “Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, studio che traccia un quadro sul settore e delinea le tendenze di un segmento in forte crescita in tutto il mondo.

Sotto l’egida dell’Università degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association, ha il patrocinio di Touring Club, Fondazione Qualivita, Federculture.

L’enogastronomia è una componente rilevante nelle scelte di viaggio degli italiani

C’è una domanda crescente di servizi per i turisti del cibo che va soddisfatta di più e meglio. E’ il momento di adeguarsi alle richieste del mercato.

Il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio.

Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità, il tema green non è driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche il 42% degli italiani lo valuta importante nella scelta delle strutture ricettive e degli eventi.

Cosa fanno i foodies quando vanno in vacanza

In vacanza, essi manifestano il desiderio di conoscere e sperimentare l’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature.

Durante la vacanza vogliono partecipare a molteplici esperienze culturali ed enogastronomiche, anche molto differenti tra loro.

Le esperienze Food più popolari, dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti), sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%).

molto rilevante, è anche l’interesse verso il beverage, non solo vino, ma anche birra locale.

Nonostante l’interesse per esperienze di tipo enogastronomico, sia molto alto, il mercato mostra ancora ulteriori margini di crescita.

Esiste un gap fra le esperienze desiderate ed effettivamente fruite, molto ampio nel caso di proposte quali andare alla scoperta di cibo con un esperto enogastronomico (40%) e partecipare ad un viaggio enogastronomico di più giorni organizzato da un’Agenzia di Viaggio o da un Tour Operator (36%).

Le destinazioni “top” per gli italiani

La regione più desiderata dai turisti italiani è la Toscana, a seguire si riscontra un forte interesse per il Sud, in primis Sicilia e Puglia. Molte regioni esprimono un potenziale inespresso: non vengono percepite come mete enogastronomiche rilevanti, nonostante siano ricche di eccellenze, emergono quindi nuove opportunità per molti luoghi.

Il profilo del turista enogastronomico italiano

Il turista enogastronomico italiano – ossia colui che viaggia con motivazione primaria Food & Beverage – è un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e di contatto diretto con la cultura e l’artigianato locale, l’interazione con il territorio.

Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio.

Ma ha una propensione maggiore rispetto al turista generico alla prenotazione attraverso intermediari. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360°, affiancando spesso altre proposte attive. E’ un turista piuttosto curioso ed attento a quella che è la vita reale del territorio, ad entrare in contatto con persone e tradizioni, e farle proprie.

Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche, affiancate a soggiorni di cultura, benessere e relax.