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Turismo esperienziale, i viaggi del “fare” e del “raccontare”

Il concetto di viaggio, cambia e si evolve nel tempo. Se nel 2018 si puntava molto sui viaggi esperienziali, i trend di viaggio del 2019 dicono che questo desiderio è destinato a crescere ulteriormente, e la domanda diventa sempre più diversificata, c’è sempre maggiore richiesta di personalizzazione ed esclusività, ed un paqese come il nostro deve necessariamente adeguarsi a questi cambiamenti.

Il turismo estero e quello italiano, fanno il salto di qualità: “fare” qualcosa non avrà lo stesso peso dell’“andare” in una determinata destinazione. “fare” un’esperienza utile e “raccontarla”, farla rivivere agli altri attraverso le nostre emozioni, i sapori, i profumi.
All’incirca due terzi dei viaggiatori chiede di fare esperienze particolari, autentiche e su misura.

Presteranno attenzione non solo a cosa mangiano, ma anche a dove mangiano. Non a caso sta crescendo, negli ultimi anni, l’interesse per le vacanze enogastronomiche, con percorsi costruiti su misura, che mettono al centro il viaggiatore.

Inoltre i viaggiatori faranno attenzione ai loro acquisti, non in riferimento al prezzo, ma in riferimento all’esperienza di vita che va oltre il soggiorno e la vacanza. E vorranno godersi momenti rilassanti, magari andando a vedere una partita del loro sport preferito, acquistare prodotti di eccellenza, e conoscerne l’intera filiera, visitare i luoghi ed assaporarli vivendo in prima persona manifestazioni e momenti di convivialità vera sul territorio.

Cercheranno, quindi, momenti che diano loro gioia, divertimento e coccole. Che consentano di alleggerire il peso di una vita sempre impegnata, caratterizzata da un crescente stress.

Molti, vogliono rilassarsi e divertirsi nella massima spensieratezza. A tal punto da sentirsi di nuovo bambini. Vivere quella sensazione di godere a pieno di un’esperienza di totale immersione nel viaggio.

I viaggi brevi nei week end

Fra i trend di viaggio per il 2019 non va affatto trascurato quello che vede oltre la metà dei viaggiatori globali orientati verso i viaggi nel week end.

Il 53% di un campione intervistato ha dichiarato che il prossimo anno intende fare più viaggi nei fine settimana.

Sarò dunque un 2019 che si preannuncia con viaggi fatti su misura. Che propongano itinerari e idee più mirate. E che riducano i giorni di permanenza.

La gente chiederà soggiorni più brevi. Ma comunque più intensi. Che permettano di vivere esperienze uniche. Su misura, per l’appunto. Un lasso di tempo più ristretto, ma caratterizzato da percorsi molto esclusivi.

I viaggiatori, in definitiva, chiedono che venga offerta loro un’esperienza sempre più personalizzata, qualcosa che sia solo loro, che diventi il loro personale racconto, la loro personale esperienza.

Al tempo stesso chiedono maggiori innovazioni nel settore dei trasporti. Desiderano avere più rotte aeree a disposizione. Con compagnie aeree che propongano viaggi a prezzi ragionevoli. Desiderano inoltre avere servizi di noleggio on-demand, condivisibili con altre persone.

Un nuovo modo di fare turismo

Secondo una ricerca condotta da Booking.com, il desiderio principale, è quello di avere una maggiore facilità di accesso, in tempo reale, al trasporto pubblico delle destinazioni prescelte. Possibilmente attraverso contatti diretti con la gente del posto.

I viaggi sono cioè destinati a diventare più brevi, più vari e più su misura, più gratificanti. È inoltre previsto un crescente desiderio di soggiornare in alloggi originali e straordinari.

Sebbene le persone intervistate rappresentino solo un’infinitesima parte dei potenziali viaggiatori del 2019, è bene che gli operatori del settore tengano bene a mente il quadro che emerge da questa ricerca condotta da Booking.

Il settore turistico si sta evolvendo in maniera sempre più rapida. E va sempre più verso viaggi fatti su misura. Che facciamo vivere esperienze uniche. Il viaggio deve diventare bpersonalizzato, ed essere espressione dei desideri del viaggiatore, deve essere Suo!.

Ma al tempo stesso rispettose dell’ambiente e della destinazione della vacanza. Chi non ne terrà conto, chi sottovaluterà le richieste provenienti dalle nuove generazioni, è destinato e restare tagliato fuori.

Gli italiani e la vacanza enogastronomica: un interesse in forte crescita

Il turismo enogastronomico piace tantissimo, anzi, è diventato un vero e proprio trend trasversale per tutte le fasce di età.

Un italiano su tre ha svolto almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni.

Già si era toccato il 21%, come rilevato dal Food Travel Monitor 2016, ma nel 2018 i turisti enogastronomici sono saliti al 30%.

Un dato che dichiara il nuovo ruolo dell’enogastronomia, che da elemento “accessorio” si è trasformata in una componente in grado di influenzare le scelte di viaggio.

Un primo studio sul turismo enogastronomico italiano

È una delle principali evidenze che emergono dal “Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, studio che traccia un quadro sul settore e delinea le tendenze di un segmento in forte crescita in tutto il mondo.

Sotto l’egida dell’Università degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association, ha il patrocinio di Touring Club, Fondazione Qualivita, Federculture.

L’enogastronomia è una componente rilevante nelle scelte di viaggio degli italiani

C’è una domanda crescente di servizi per i turisti del cibo che va soddisfatta di più e meglio. E’ il momento di adeguarsi alle richieste del mercato.

Il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio.

Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità, il tema green non è driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche il 42% degli italiani lo valuta importante nella scelta delle strutture ricettive e degli eventi.

Cosa fanno i foodies quando vanno in vacanza

In vacanza, essi manifestano il desiderio di conoscere e sperimentare l’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature.

Durante la vacanza vogliono partecipare a molteplici esperienze culturali ed enogastronomiche, anche molto differenti tra loro.

Le esperienze Food più popolari, dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti), sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%).

molto rilevante, è anche l’interesse verso il beverage, non solo vino, ma anche birra locale.

Nonostante l’interesse per esperienze di tipo enogastronomico, sia molto alto, il mercato mostra ancora ulteriori margini di crescita.

Esiste un gap fra le esperienze desiderate ed effettivamente fruite, molto ampio nel caso di proposte quali andare alla scoperta di cibo con un esperto enogastronomico (40%) e partecipare ad un viaggio enogastronomico di più giorni organizzato da un’Agenzia di Viaggio o da un Tour Operator (36%).

Le destinazioni “top” per gli italiani

La regione più desiderata dai turisti italiani è la Toscana, a seguire si riscontra un forte interesse per il Sud, in primis Sicilia e Puglia. Molte regioni esprimono un potenziale inespresso: non vengono percepite come mete enogastronomiche rilevanti, nonostante siano ricche di eccellenze, emergono quindi nuove opportunità per molti luoghi.

Il profilo del turista enogastronomico italiano

Il turista enogastronomico italiano – ossia colui che viaggia con motivazione primaria Food & Beverage – è un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e di contatto diretto con la cultura e l’artigianato locale, l’interazione con il territorio.

Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio.

Ma ha una propensione maggiore rispetto al turista generico alla prenotazione attraverso intermediari. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360°, affiancando spesso altre proposte attive. E’ un turista piuttosto curioso ed attento a quella che è la vita reale del territorio, ad entrare in contatto con persone e tradizioni, e farle proprie.

Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche, affiancate a soggiorni di cultura, benessere e relax.

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