Lucca e la sua storia

Famosa per i suoi monumenti storici, per il centro storico unico nel conservare strutture di varie epoche antiche e soprattutto per l’intatta cinta muraria cinquecentesca, è una notevole città d’arte d’Italia. Ufficialmente di origini romane, ma su probabili insediamenti anteriori, Lucca, città di mercanti della seta e tessitori, mantenne la sua autonomia come Stato indipendente per parecchi secoli fino al 1799 quando venne abolita l’antica Repubblica, in seguito alla conquista francese da parte delle truppe napoleoniche, dando vita al Principato di Lucca e successivamente al Ducato borbonico di Lucca.

Legata strettamente al turismo, vive molto grazie anche all’industria e alle vivaci imprese medio-piccole (importanti a livello nazionale ed internazionale sono le cartiere sparse per la provincia). Negli ultimi anni si sono sviluppate case vinicole di eccellente livello qualitativo soprattutto nella zona di Montecarlo (D.O.C.) e sulle colline che circondano la città. Anche la produzione olearia è degna di nota, come molti prodotti caratteristici e presidi slow food.

Lucca era conosciuta come Luca dai Romani. L’origine del nome è incerta. Da studi toponomastici più recenti e concreti, il nome Lucca ha riferimenti che portano a “bosco sacro” (latino lucus), “tagliare” (latino lucare) e “spazio luminoso” (leuk, termine in uso nelle prime popolazioni europee e da cui derivano altri nomi di città, come Vienna), l’origine a quanto pare riporta ad una area boschiva deforestata per fare spazio alla luce o ad una radura posta su un’isola fluviale di detriti del Serchio, in mezzo ad aree boschive.

Il nome della città di Lucca lo troviamo citato per la prima volta in una lettera che Cicerone scrive nel 46 a.C. a Bruto, all’epoca governatore della Gallia: Lucius Castronius Paetus longe princeps municipii Lucensis (Cicerone, Epistulae Ad Familiares, 13-13). Il testo di Cicerone, indicante probabilmente uno dei primi cittadini lucchesi nella storia, riporta l’etnico Lucensis (“lucchese”). Il nome di Lucca si trova attestato anche in Tito Livio e, per quanto riguarda le fonti greche, in Strabone (Λοῦκα, Lôuka).

Nata come insediamento ligure secondo alcuni storici, mentre altri ritengono che sia di origine etrusca con datazione attorno al 220 a.c., e sviluppatasi come città romana a partire dal 180 a.C., nel VI secolo Lucca diviene la capitale del ducato longobardo della Tuscia per poi svilupparsi nel XII secolo come Comune e poi Repubblica.

Colonia latina dal 180 a.C., Lucca contiene ancora intatte tante delle caratteristiche tipiche dei tempi lontani. L’anfiteatro, che conserva ancora la sua caratteristica forma di piazza ellittica chiusa; il foro, situato nell’attuale piazza S. Michele dominato dall’omonima chiesa romanica che evoca forti richiami al mondo classico in molti componenti architettonici. Ma la traccia romana più evidente è nelle vie del centro storico, che riflettono l’ortogonalità dell’insediamento romano impostato dal cardo e dal decumano, corrispondenti alle attuali via Fillungo-Cenami e via S. Paolino-Roma-Santa Croce. All’epoca romana risale anche la prima cinta muraria, che delimitava un’area quadrata nella quale, durante il corso dei secoli, si sono costituiti il centro del potere politico (attuale Palazzo Ducale) e il centro religioso. Nel 55 a.C. Lucca fu teatro di un incontro del primo triumvirato tra Gaio Giulio Cesare, Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso dove Cesare si vide prorogare per un ulteriore quinquennio il proconsolato nelle Gallie.

Lucca in epoca romana era di grande importanza strategica, in qualità di città-fortezza sia nel primo confine della Repubblica romana che durante l’impero, in caso di attacchi “barbarici” da Nord. Da notare che Lucca si trova proprio sul “confine dell’olivo” della penisola italiana, quindi sul confine del clima mediterraneo che ha fatto trionfare la civiltà romana, perciò Lucca risultava per i romani la città-fortezza che doveva proteggere il cuore dell’impero dalle ostilità del continente. L’importanza strategica di Lucca è stata provata anche dal ritrovamento di blocchi di pietra di enormi dimensioni, frammenti quindi di mura difensive di dimensioni senza eguali (rispetto ad altre città, nella tavola peutingeriana, Lucca è infatti indicata in modo stilizzato da una fortificazione). Questa importanza strategica e militare di Lucca ha dato modo alla città di mantenere un alto grado di importanza nei successivi sviluppi storici medievali.

Occupata dai goti nel 400 e dai bizantini il secolo successivo, la storia di Lucca fu caratterizzata dal fatto di essere tra le più importanti capitali del regno longobardo. Si ricordano infatti Desiderio terzo conte di Lucca ed eletto “Rex Langobardorum” nel 756 ed i successori Allone, quarto conte e duca di Pisa e Wicheramo, quinto conte, divenuto vassallo di Carlomagno. Grazie alla presenza del Volto Santo nella chiesa di S. Martino, divenne una tappa principale nel pellegrinaggio da Roma a Canterbury sulla Via Francigena, una delle vie di comunicazione più importanti del Medioevo. Nonostante ciò, sono rimaste ben poche tracce di questo periodo storico.

Nel 773 cadde il dominio longobardo su Lucca, ed ebbe inizio il dominio carolingio, grazie alla sconfitta dei duchi di Lucca per mano di Carlo Magno. Durante questo periodo la città consolidò la posizione di rilievo conquistata nell’epoca longobarda sviluppandosi grazie alle attività commerciali e alla produzione tessile in particolare della seta e degli arazzi, per la quale diventò una città celebre in tutta Europa. La produzione tessile fu l’inizio della crescita economica lucchese e, grazie all’avvio della manifattura della seta, Lucca si impose ancora di più sui mercati europei. L’altissima qualità del prodotto era dovuta alla finezza del materiale e alla bellezza dei decori.

Nel Medioevo in particolare la città crebbe notevolmente in relazione anche all’antica Via Francigena di cui Lucca costituiva una tappa importante per i pellegrini anche per la presenza del Volto Santo, veneratissima reliquia che rappresenta il Cristo crocifisso e che tuttora si trova nel Duomo di Lucca.
Nell’itinerario di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, la città, citata come
Luca, costituisce la XXVI tappa (Mansio) del suo viaggio di ritorno da Roma (fine del X secolo).

Nonostante le continue vicissitudini legate alle lotte tra Guelfi e Ghibellini Lucca nel XIV secolo diviene una delle città più importanti del Medioevo italiano. Tante furono le famiglie nobili al potere, come i Nuccorini (discendenti di Nuccorino) che dal 1300 al 1371 vediamo iscritto al Supremo Magistrato dell’Anzianato. Dante Alighieri incluse molti riferimenti alle grandi famiglie feudali che vi ebbero giurisdizione, con poteri amministrativi e giudiziali; Dante stesso spese molti dei suoi anni in esilio a Lucca.

Il suo signore Castruccio Castracani degli Antelminelli, condottiero ghibellino di grande capacità politica e militare, riesce a farla diventare antagonista unica all’espansione di Firenze portandola alla vittoria (1325) nella battaglia di Altopascio dove sconfigge il più forte esercito fiorentino inseguendolo sino sotto le mura di Firenze.

Alla morte di Castruccio la città cade in un periodo di anarchia che la vede soggiacere al dominio dei Visconti e successivamente al governo di Giovanni Dell’Agnello, doge della Repubblica di Pisa. Riottenuta la libertà nel 1370 per intervento dell’imperatore Carlo IV, Lucca si dette un governo repubblicano e con un’accorta politica estera tornò a conoscere una notevole fama in Europa grazie ai suoi abili banchieri, e al commercio della seta. L’imperatore Carlo IV concesse alla città anche la possibilità di dotarsi di uno studium generale, una sorta di università, ma una vera e propria università lucchese non entrerà in funzione prima del 1787.

Nel 1429 Firenze assediò Lucca per vendicarsi del Guinigi che si era schierato dalla parte di Milano durante la precedente guerra; dopo diversi giorni di assedio Lucca chiese aiuto a Milano e, per soccorrere Lucca, venne inviato Francesco Sforza che con il suo esercito travolse i Fiorentini e li costrinse alla ritirata. Pochi giorni dopo la ritirata dei Fiorentini gli abitanti di Lucca fecero arrestare il Guinigi perché si diceva che avesse trattato con i fiorentini, in seguito Firenze pagò lo Sforza per abbandonare Lucca e, nel 1430 Lucca fu assediata ancora una volta. Durante l’assedio i Fiorentini tentarono di arginare il Serchio per allagare Lucca ma per via di alcuni errori si allagò l’accampamento fiorentino. Intanto i Lucchesi chiesero di nuovo aiuto a Filippo Maria Visconti che, ancora una volta, agì indirettamente (secondo un precedente trattato Milano non poteva intromettersi negli affari di Firenze) chiedendo ai Genovesi di aiutare Lucca. Genova, facendo valere un’antica alleanza con Lucca, chiese a Firenze di non disturbare Lucca. Al rifiuto di Firenze Genova inviò un esercito di 6.000 uomini guidati da Niccolò Piccinino che attaccò i Fiorentini sul Serchio; dopo una sanguinosa battaglia, i Fiorentini vennero costretti a ritirarsi perché i Lucchesi li avevano presi alle spalle uscendo dalla città.

A parte un breve periodo di signoria come quella di Paolo Guinigi, Lucca rimase una repubblica indipendente fino al 1799 anno della sua definitiva caduta a opera dei francesi. Celebre compositore e violinista della Signoria, è stato il lucchese Francesco Geminiani dal 1710 al 1714. Il 23 giugno 1805 su richiesta del senato di Lucca, viene costituito il Principato di Lucca e Piombino, assegnato alla sorella di Napoleone Bonaparte, Elisa Bonaparte Baciocchi, e al marito Felice Baciocchi.

Nel Congresso di Vienna venne deciso di creare il ducato di Lucca. Il 10 maggio 1815 subentra, come reggente, Maria Luisa di Borbone-Spagna, alla quale succedette Carlo Ludovico di Borbone-Parma (18241847). Nel 1847 venne ceduta al Granducato di Toscana. Nel 1860 fu infine annessa al regno di Sardegna.

Lucca è la meta della Via del Volto Santo, ed importante snodo della via Francigena.

Lucca è una delle principali città d’arte d’Italia, celebre anche al di fuori dei confini nazionali soprattutto per la sua intatta cinta muraria del XVXVII secolo, che descrive un perimetro di 4.223 mt. circa intorno al nucleo storico della città e ne fa uno dei 4 capoluoghi di provincia Italiani ad avere una cerchia muraria rinascimentale intatta, assieme a Ferrara, Grosseto, Bergamo; la stessa cerchia, trasformata già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento in piacevole passeggiata pedonale, risulta a tutt’oggi come una delle meglio conservate in Europa, in quanto mai utilizzata nei secoli passati a scopo difensivo (Da notare il fatto che fino ai primi anni novanta del 900, le mura erano utilizzate – grazie alle dimensioni notevoli della carreggiata – come un vero e proprio viale di circonvallazione per il traffico, anche pesante, intorno alla città, unico esempio al mondo di cinta muraria di queste dimensioni e con questa utilizzazione). Molto caratteristici sono anche i sotterranei delle mura di Lucca, in origine utilizzati come caserma militare e come celle per i prigionieri, sono stati completamente recuperati, e vi si possono realizzare anche eventi di particolare bellezza, molto suggestivi.

Di conseguenza anche il centro storico monumentale della città è rimasto pressoché intatto nel suo aspetto originario, potendo dunque annoverare svariate architetture di pregio, come le numerosissime chiese e torri medievali di notevole ricchezza architettonica (Lucca è stata addirittura soprannominata la “città dalle 100 chiese e delle 100 torri”, proprio per la presenza di numerose chiese nel suo nucleo storico, consacrate e non, presenti in passato ed ora in città), torri e campanili, e monumentali palazzi rinascimentali di pregevole linearità stilistica.

La città vanta anche suggestivi spazi urbani: il più celebre è sicuramente quello di piazza dell’Anfiteatro, nato sulle rovine dell’antico anfiteatro romano ad opera dell’architetto Lorenzo Nottolini ed unico nel suo genere architettonico.

Arteria principale della città storica è la stretta e medievale via Fillungo, che riunisce i maggiori esercizi commerciali della città.

Altre piazze suggestive sono poi piazza San Michele, fulcro storico della città e piazza San Martino, fulcro religioso dove sorge il celebre Duomo di San Martino.

Piazza Napoleone (chiamata dai Lucchesi anche Piazza Grande), fu voluta da Elisa Baciocchi durante il suo Principato, demolendo antichi edifici medioevali tra cui una chiesa. Adiacente è collocata piazza del Giglio dove affaccia l’omonimo teatro, (Teatro del Giglio), che è da annoverarsi come teatro di tradizione.

Proprio per questa sua immensa ricchezza storico-monumentale è stata avanzata di recente la proposta di includere le Mura di Lucca nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

 

 

 

 

 

 

 

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