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Donne Lucchesi: Ilaria Del Carretto Guinigi

Fra le grandi donne lucchesi, Ilaria Del Carretto sposa Guinigi, è una delle più conosciute, non tanto per la sua vita, quanto per la sua celebrazione da defunta. La sua è la storia di una donna, moglie e madre, celebrata con l’imponente opera d’arte del suo monumento funerario.

Molti grandi scrittori quali, Gabriele D’Annunzio e Salvatore Quasimodo per citarne alcuni, come tanti visitatori e gente “comune”, hanno subìto il fascino del sarcofago di marmo scolpito da Jacopo della Quercia che ritrae Ilaria Del Carretto Guinigi nel duomo di san Martino a Lucca. 

Io l’ho conosciuta da cittadina lucchese, visitando il duomo della mia città, ed oggi voglio raccontarvi la sua storia, la storia di una donna.

Le fonti ufficiali poco o nulla raccontano della sua vita a Lucca, Signora alla corte di Paolo Guinigi ed ancor meno sappiamo di lei presso il padre Carlo, Marchese di Savona e Signore di Finale. Forse non la sua figura storica, ma il suo simulacro marmoreo abita nella fantasia di ogni donna e ogni uomo che l’ammira. Qualcuno lo guarderà con l’occhio dell’arte, ammirando la splendida scultura, qualcuno con gli occhi dell’amore di uno sposo addolorato, che celebra la sua amata, ma in fondo Ilaria era solo una giovane donna.

Era un destino femminile quello di essere ricordate nelle Cronache pubbliche solamente per i punti di tangenza col potere: così Ilaria è citata nei documenti quando sposa Paolo Guinigi, quando partorisce i due figli, dando alla casata il tanto atteso erede maschio. La “Cronica” di Giovanni Sercambi ricalca questo modello di storiografia pubblica e maschile, dove la donna è soltanto compagna-fattrice per la cui morte ci si deve fatalisticamente appellare alla volontà del Buon Dio.

Ilaria Del Carretto nacque in terra ligure nel 1379 figlia di Carlo del Carretto. La famiglia affondava le sue radici nel leggendario nome di Aleramo, vissuto intorno al 934, la cui fedeltà all’imperatore caratterizzò le alleanze di tutti i suoi discendenti, lui che amò Alasia, figlia dell’imperatore Ottone I.

Carlo del Carretto come tutta la sua famiglia, fu un fiero nemico della Repubblica di Genova, che cercava di impossessarsi della Liguria occidentale. A differenza del padre Carlo, Paolo Guinigi, il futuro sposo di Ilaria, non era di indole guerriera ma preferiva la diplomazia, da vero signore “illuminato” che pur amando e difendendo l’autonomia della propria città, non dimenticò le sue più intime necessità. Come la cultura. Fu un famoso collezionista di manoscritti e di gioielli preziosi il cui acquisto in gran misura coincide con il breve matrimonio con Ilaria del Carretto. Forse erano doni per la bella e giovane sposa?. Voglio guardare al lato romantico della storia.

Da più di cento anni Lucca aveva rapporti d’affari con Savona soprattutto per il commercio delle stoffe pregiate e le sete tessute dai mille telai lucchesi. All’inizio del 1400 era una città in gravissime condizioni: quasi spopolata per la morìa della recente peste e per la fuga di molti cittadini che volevano scampare al terribile morbo. Fuoriusciti politici aiutati da Firenze volevano riprendere il potere a Lucca: forte di questo timore il 14 ottobre del 1400 Paolo Guinigi si presentò armato a cavallo in piazza san Michele per essere acclamato Capitano con pieni poteri. Morì imprigionato a Pavia, nel 1432, dopo congiure di palazzo all’età di 59 anni.

Il 26 gennaio 1403 Ilaria del Carretto con il suo seguito nuziale, si mise alla volta della Toscana e dopo otto giorni arrivò a Lucca. Il 2 febbraio 1403, il giorno della purificazione, fu accolta da Paolo Guinigi a ponte san Pietro, a quattro chilometri dalla città dall’arborato cerchio ( citazione per scomodare Dante Alighieri), con un lungo e sontuoso corteo. Il 3 febbraio del 1403 a Santo Romano si celebrarono le nozze tra Ilaria del Carretto, ventiquattro anni, e il Magnifico Signore di Lucca di circa trenta. Fu corte imbandita con vini, pollame, selvaggina recati in dono dalle famiglie nobili. E poi musica e cantori, buffoni e giullari.

Dopo tre giorni gli sposi partirono per un viaggio nei territori del contado, in Garfagnana, Versilia fino a Pietrasanta. Rientrarono a Lucca alla vigilia di Natale del 1403. Il 24 settembre del 1404, nove mesi dopo il suo rientro nella città di Lucca, Ilaria partorì il primo figlio, Ladislao, che ebbe il nome del suo padrino, il re di Napoli.

Alla fine del mese di novembre del 1405 nacque il secondo figlio, una bambina, Ilaria Minor ma sua madre, Ilaria Major, morì l’8 dicembre successivo forse per setticemia dovuta al parto. Ilaria Minor, causa incolpevole della morte della madre, pare scomparsa dalle cronache e dalle carte ufficiali. Ma, come compete al destino femminile, è menzionata soltanto nell’atto del suo matrimonio: andò sposa al fratello del Doge di Genova, non aveva ancora compiuto quindici anni mentre lo sposo era già vedovo.

Ilaria morì assistita dal medico delle corti, Ugolino da Montecatini che aveva appena scoperto il miracoloso effetto delle acque che lo resero famoso e con esse tentò di curare anche il mal di ventre che faceva urlare la povera puerpera.

Ilaria del Carretto è stata sepolta con il suo segreto: morte per infezione post parto o per peritonite non riconosciuta?

Eppure una macabra leggenda avvolse subito la sua morte: il marito l’avrebbe avvelenata.

Le altre mogli: Caterina Anteminelli, la prima, sposa decenne ma non moglie, ancora “puella”, morta forse di peste a pochi mesi dal contratto nuziale; la terza, dopo Ilaria, Piacentina da Camerino, diede a Paolo 5 figli in 9 anni e morì “essendo gravida ancora”; infine Jacopa da Fuligno, dopo aver partorito una femmina a cui si diede il nome della nonna paterna, Filippa, partorì un’altra femmina morta qualche ora dopo la nascita lasciando la madre gravemente inferma e portandola rapidamente alla morte.

Esclusa Caterina che restò eternamente vergine, tutte le altre tre mogli di Paolo Guinigi sono morte in seguito al parto, frutto di un seme funesto?.


Ma soltanto per Ilaria Paolo fece fare un sarcofago funebre commissionato al più famoso artista dell’epoca, Jacopo della Quercia che, per realizzarlo, interruppe nel Duomo di Ferrara la scultura della Madonna della Melagrana. La bellezza di Ilaria fece volare lo scalpello dello scultore che in due anni realizzò l’opera per poi ritornare a Maria, con animo rinvigorito dall’incanto della “bianca fiordaligi”.

L’opera è frutto dello straordinario incontro tra gusto tardo-gotico di ascendenza francese, che si manifesta nel panneggio a pieghe sottili e parallele, con il sorgente gusto rinascimentale di ascendenza fiorentina rivelato dal dolce modellato della figura e del volto. In origine l’opera era collocata nel transetto meridionale della cattedrale presso un altare patronale della famiglia Guinigi, ma nel 1430, alla caduta della Signoria Guinigi, il monumento venne spogliato di tutte quelle parti che rendevano possibile il riferimento al tiranno, quali la lastra con lo stemma, poi recuperata, e un’iscrizione commemorativa, andata perduta.

Attualmente il monumento funebre di Ilaria del Carretto è posizionato all’interno della sacrestia della Cattedrale di Lucca.

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Wedding e Territorio, La mia ricetta di esclusività per una Toscana da vivere .

Il mondo del Wedding Destination e del Wedding locale sono, a mio parere, legati fortemente. Per questo motivo, promuovere il nostro territorio ed il nostro patrimonio culturale ed enogastronomico, diventa fondamentale per offrire un’esperienza unica.

Partiamo dai dati: Con 2713 eventi e un fatturato totale stimato attorno ai 160.2 milioni, la Toscana si conferma regione leader in Italia per il segmento delwedding tourism, di cui detiene il 30.9% del mercato nazionale. Sono questi alcuni dei dati presentati dalla Regione ToscanaallaBIT di Milano, nell’evento che ha fatto il punto sul progetto Tuscany for Weddings, creato dall’Agenzia regionale Toscana Promozione Turistica egestito in partnership con la divisione dedicata ai matrimoni delDestination Florence Convention and Visitors Bureau.

Negli ultimi due anni, siamo passati da una promozione generalista e molto chiusa ad una settoriale e mirata, che cerca di entrare nel merito dei singoli campi d’azione, dei ruoli, delle specificità. Una promozione che valorizza le competenze e che costruisce puntualmente prodotti diversi, in grado di rispondere in modo efficace a quelle che sono le tante motivazioni di viaggio che muovono oggi il turismo ed il wedding tourism. 

Trovo che sia davvero un risultato straordinario, la possibilità di trovare sul territorio regionale le più elevate professionalità che possono accompagnare la costruzione di un evento complesso come un matrimonio: dalla realizzazione del vestito da sposa, che tutti sognano realizzato da un sarto italiano, agli allestimenti delle location, fino all’ospitalità. Si, perchè ho sempre creduto che il wedding destination sia anche un’esperienza turistica sul territorio, e la coppia con la sua famiglia, desideri un’esperienza a 360° sul territorio, con offerte personalizzate create su misura.

La Toscana è per molti la meta ideale dove coronare un sogno. Ma quella che è una semplice emozione, un’idea, ha bisogno di una rete strutturale di professionisti, strutture ricettive e partecipazione delle amministrazioni locali, ben organizzata e programmata. Ed è questa la parte che forse non si vede nelle immagini dei matrimoni che si celebrano in Toscana, ma è la parte di lavoro vero che noi professionisti del territorio facciamo.

Se ci basiamo sui numeri, possiamo comprendere quanto lavoro ci sia ancora da fare , e quanto sia importante che i professionisti che operano nel settore siano preparati e formati in modo completo. Nel 2018 il primato della Toscana nel segmento turistico e del wedding destination si èulteriormente consolidato. “Nel quadriennio 2014-2018 il fenomeno in Regione Toscana ha evidenziato tassi di crescita davvero significativi. Sia gli arrivi che le presenze hanno fatto registrare aumenti a doppia cifra, rispettivamente +42,2% e +34,8%, con un trend di crescita medio annuo pari al +9,2% e al +7,8%”. Incrementi così importanti e costanti, richiedono preparazione e promozione adeguata, offerte che possano dare soluzioni sempre più personalizzate ed esperenziali, caratterizzate da unicità ed esclusività. Eventi creati su misura, percorsi turistici ed enogastronomici personalizzati, ma anche percorsi standard per chi si avvicina alla Toscana per la prima volta.

Osserviamo i dati del wedding destination toscano: a guidare la classifica dei paesi di provenienza degli sposi che scelgono la Toscana come location dove dire sì: i sudditi di Sua Maestà, con il Regno Unito che oggi rappresenta il 31.4% del mercato toscano del wedding tourism. Seguono: Stati Uniti in crescita(23,0%), Germania (6.4%), Australia (5.6%), Olanda (4.2%), Irlanda (3.7%), Canada (3.5%), Norvegia (3.1%), Brasile (2.4%) e Russia (2.1%).

Trovo davvero interessante e degno di nota, come il fenomeno del wedding tourism si stia sempre più diffondendo sul territorio regionale. Numerose, infatti, le destinazioni toscane in ascesa, fra le quali spicca la nostra Lucca, che con le sue molte particolarità, assiste ad un crescente interesse turistico, non solo straniero d’oltreoceano, ma anche da parte delle altre regioni italiane, e dalle vicine Francia e Svizzera.

Sicuramente negli ultimi anni, il trend dei matrimoni esteri è molto cambiato. Fra i trend principali che si registarno in questo settore, l’incremento dei “riti simbolici” o “Blessing” (+4%) e dei Same Sex Wedding, cresciuti del +41.7% tra il 2017 e il 2018. Ma tra le nuove tendenze troviamo: le cerimonie in spiaggia, sempre più richieste; i Social Wedding, con gli sposi che usano i social network per coinvolgere sempre più amici ma anche per ispirarsi. Infine: le wedding week, con il matrimonio che non si limita più al ricevimento ma prosegue con festeggiamenti di più giorni come se si trattasse di un vero e proprio viaggio, in cui vengono organizzati diversi momenti conviviali per intrattenere gli ospiti, spesso con servizi di visite guidate alla scoperta delle bellezze del territorio.

A seguito di questi trend e del loro andamento positivo e crescente, ho realizzato un progetto di Pre-Wedding Travel esclusivo. Si tratta di un weekend lungo, pensato per tre o quattro coppie, che oltre a visitare il territorio potranno visitare anche alcune location in target con il loro progetto wedding (per conoscere il progetto potete scrivere a luccaweddingandtourism@gmail.com).

Un primo step nell’organizzazione dell’evento di wedding destination personalizzato che ho voluto creare per dare un servizio esclusivo ed unico, a tutti coloro che vorranno scegliere Lucca e la Toscana per il loro matrimonio. Essere un event e wedding planner in una piccola città come Lucca, ti lega a doppio filo con il tuo territorio, e la tua offerta, non può limitarsi alla location e alla squadra dei tuoi fornitori, diventa necessario offrire l’esperienza, e l’esperienza lega storia, cultura ed enogastronomia. Con grande piacere, trovo un numero sempre maggiore di professionisti che hanno la mia stessa visione, e questo ci permette di creare davvero un’offerta unica e di alto livello.

Non solo viaggio culturale o enogastronomico quindi, l’Italia, e la Toscana in testa, sono tra i principali marketplace del turismo generato dai matrimoni di coppie straniere ed è alta l’attenzione delle istituzioni e degli enti territoriali per questo fenomeno in continua crescita. Il mondo del wedding rappresenta, infatti, una straordinaria opportunità di sviluppo e di internazionalizzazione per tutto il territorio regionale “ed è̀ per questo che sostenere questo importante settore con apposite campagne di promozione, e attraverso eventi di presentazione sul territorio, diventa fondamentale per raccontare il nostro lavoro e la nostra terra.

Tania Pracchia Santini

Lucca Wedding and Tourism

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