Cerimonia Religiosa

Celebrare il matrimonio religioso ha delle profonde valenze morali e spirituali. Per questo, prima di compiere l’importante passo è necessario frequentare un corso che prepari al ricevimento del sacramento nuziale.

Il corso si tiene presso gli uffici parrocchiali e di solito prevede la partecipazione di altre coppie.
Richiede un impegno di uno o due incontri serali per tre/quattro settimane e si tiene almeno tre mesi prima della data fissata per le nozze.

Pur affrontando sempre i medesimi argomenti (gli aspetti etici, religiosi, psicologici ed educativi della vita di una coppia) è organizzato in modo differente da diocesi a diocesi.

Alla fine del corso, il sacerdote rilascia il certificato di frequenza, oltre a esprimere la sua opinione sulla preparazione spirituale individuale e sulla maturità della coppia in procinto di affrontare la vita a due.

La pratica matrimoniale inizia con la scelta della parrocchia presso la quale si seguirà il corso prematrimoniale, si farà il giuramento e verranno affisse le pubblicazioni religiose. Tale parrocchia potrà essere quella di lei, quella di lui o quella legata alla residenza dove i novelli sposi andranno ad abitare. Anche se poi ci si sposerà altrove, sarà il parroco di una di queste chiese a fare le pratiche.

Per il giuramento davanti al sacerdote, novanta giorni circa dalla data del matrimonio, i futuri sposi prenderanno appuntamento con il sacerdote per la pratica matrimoniale e dovranno essere in possesso dei seguenti certificati in carta libera:
– certificato di battesimo ad uso matrimonio da richiedere nella parrocchia dove si è stati battezzati;
– certificato di cresima da richiedere nella parrocchia dove si è stati cresimati;
– certificato contestuale ad uso matrimonio da richiedere in circoscrizione.

I momenti importanti del rito religioso sono quattro:

  • Il rinnovo delle promesse battesimali, quando il sacerdote rivolge agli sposi alcune domande che riprendono quelle già poste al battesimo, alla comunione e alla cresima;
  • La liturgia del matrimonio, in cui il sacerdote chiede il consenso agli sposi e questi recitano la frase di rito ‘Io prendo te come mia sposa…’;
  • La benedizione e la consegna degli anelli: il sacerdote benedice le fedi e gli sposi se le scambiano pronunciando la frase ‘ricevi questo anello…’;
  • Infine, la benedizione degli sposi, ultimo atto del rito, avviene quando il sacerdote intona una preghiera per la nuova famiglia appena consacrata.

Lo scambio degli anelli avviene secondo un rito preciso: la sposa appoggia il bouquet sull’inginocchiatoio (e sfila il guanto, nel caso li indossi). Lo sposo infila per primo la fede all’anulare sinistro della sposa, poi tocca a lei compiere lo stesso gesto.
Una cosa che deve essere assolutamente vietata agli invitati è l’applauso durante lo scambio degli anelli, per non sminuire la sacralità del luogo e della situazione.

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